La Calda Estate Del Commissario Cataldo by Luigi Guicciardi

La Calda Estate Del Commissario Cataldo by Luigi Guicciardi

autore:Luigi Guicciardi
La lingua: ita
Format: azw3
Tags: Fiction, General, Mystery & Detective
ISBN: 9788878518377
editore: Hobby & Work Publishing
pubblicato: 2009-07-14T22:00:00+00:00


12

La paura

Sono lì in silenzio, tutti e tre, e non sanno perché li ha chiamati. Per questo sono tesi, imbarazzati. Nell'attesa, a disagio, dopo un po' si sono seduti, e adesso si guardano di sfuggita, ogni tanto, abbassando gli occhi quando incontrano un altro sguardo. Miriam e Katia siedono al tavolo, vicine ma senza sfiorarsi. Miriam sta a testa china, del tutto immobile. Ramondini da principio s'è messo in piedi vicino a una finestra, con una mano appoggiata al vetro, come se cercasse un punto d'appoggio; poi e rimasto a osservare, forse un po' sorpreso, una copia di un olio famoso, Les quatre éléphants di Dalì, appesa vicino alla porta. Alla fine s'è messo a sedere anche lui, per ultimo. Lo splendore della libreria, col rovere caldo degli scaffali, l'avorio dei libri, gli stucchi e gli intagli, e la fresca penombra a contrasto con l'afa di fuori, smorza e rileva insieme la paura di ciascuno di loro.

Chi ha più paura, visibilmente, è Ramondini. Sta sprofondato nella poltrona di pelle color miele, dietro la scrivania. Le mani le tiene in grembo, e magari qui non è paura, ma solo il caldo del pomeriggio che gliele fa sudare e stropicciare in continuazione. Gli occhi sono fissi, senza alcun sentimento, senza niente. Non cambiano espressione neanche quando le labbra si sforzano di stirarsi in un sorriso. Quegli occhi lui li domina facendoli correre oltre le persone, senza mai farli inciampare nello sguardo altrui. Ma si vede lo stesso che ha paura. «Perché ci ha fatti venire, secondo te?» «Non lo immagini?» Nella tensione palpabile che avvolge tutti, naufraga ogni tentativo di conversazione e ritorna il silenzio. Denso di incertezze, di dubbi. E di sospetti.

Dopo un po' entra don Lodi, le donne accennano ad alzarsi, ma lui fa segno con la mano di star comode, che anzi cominceranno subito. Solo Ramondini insiste, con gesti impacciati, e alla fine gli cede la poltrona, che è il suo posto abituale, e si siede a metà del tavolo, di fronte alla finestra. Il prete si schiarisce la voce e attacca. «Per cominciare, vi ringrazio di esser venuti e prometto che non vi ruberò molto tempo. Ma era importante che ci incontrassimo, dato il momento, la situazione...» «Vale a dire?» Il tono di Katia è impaziente, ma don Lodi non bada all'interruzione e prosegue: «So che il commissario Cataldo, uno in gamba, sta facendo il giro di tutti noi. E a ognuno di noi, me compreso, chiede qualcosa degli altri. Tra parentesi, ha cominciato proprio da me. E tutto perché? Perché Zoboli s'è tolto la vita? Evidentemente lui non ci crede, e bisognerebbe vedere fino a che punto ci crediamo anche noi. Miriam, col viso rosso, sembra voler ribattere, poi ci ripensa. Gli altri due si irrigidiscono in silenzio, senza neanche guardarsi. E come se l'osservazione illuminassi delle ipotesi tanto terribili quanto, finora, sconosciuti. «Quindi» continua don Lodi, con una voce un po' troppo controllata per sembrar naturale, «io ora mi chiedo: perché tante domande? forse perché è



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